L’esperienza Del «nuovo Pensiero»
Teoria 28 (1):149-158 (
2008)
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Abstract
L’esperienza di un «nuovo pensiero» in Franz Rosenzweig è una delle questioni che maggiormente hanno attirato, nel passato anche recente, l’attenzione degli studiosi. Lo dimostrano, da ultimo, i due volumi del convegno di Kassel 2004, che affrontano in maniera dettagliata i vari aspetti di questo progetto rosenzweighiano, sia su di un piano filosofico, sia su di un versante più propriamente teologico. In effetti la metafora del «nuovo pensiero», nonostante una certa enfasi retorica che la può connotare, è in grado di definire adeguatamente la riflessione di Rosenzweig nel suo complesso, e rappresentare il vero filo conduttore a partire dal quale ricostruirne lo sviluppo. E allo stesso modo può aiutare a inserire a pieno titolo questa riflessione nell’ambito dei tentativi filosofici, elaborati nel Novecento, di radicale riforma della filosofia: tentativi che addirittura giungono a indicare esplicitamente la necessità di prendere congedo, sia pure in vari modi e con differenti motivazioni, dalla filosofia tradizionale – la «vecchia» filosofia, di cui parla appunto Rosenzweig – per aprirsi a nuove forme di sapere, di prassi, di vita. Mi riferisco alle proposte elaborate da autori molto diversi fra loro e, sotto certi aspetti, collocati su fronti opposti, come Wittgenstein, Heidegger, Levinas: volti tutti, comunque, a cogliere la fine di una certa forma di filosofia e a sperimentare altre possibilità per il pensiero